Vincere il dolore cronico con la Scrambler Therapy

Scrambler TherapyIl dolore è un fenomeno neurologico indispensabile per la sopravvivenza poiché ha un signifi cato di allarme; il dolore è spia di situazioni pericolose e come tale induce ad adottare comportamenti tesi a riconoscere e risolvere il problema che l’ha generato. Vivere senza percepire il dolore sarebbe pericolosissimo, come si osserva in rare condizioni cliniche.

Nel dolore cronico il sistema nervoso subisce condizionamenti che fanno sì che il dolore persista in modo sproporzionato rispetto al motivo che lo ha provocato: in queste condizioni il dolore perde il suo significato di allarme, la sua utilità di segnale e diventa una malattia vera e propria.

La medicina negli ultimi anni ha iniziato ad occuparsi in modo più sistematico del problema del dolore e moltiplicando le modalità di approccio ha dato vita ad un complesso mosaico di opportunità terapeutiche.
La Scrambler Therapy è un metodo innovativo nel trattamento del dolore cronico, differente ad oggi da ogni altra modalità di trattamento, in grado di offrire soluzioni efficaci e persistenti. Nelle situazioni di dolore cronico, specialmente se la risposta ai farmaci analgesici è fallimentare, o se il loro utilizzo non è possibile per controindicazioni, intolleranze o allergie, la Scrambler Therapy costituisce un valido ed effi cace metodo di
trattamento del dolore, affiancandosi o intervenendo al posto delle terapie tradizionali.

Domande frequenti sulla Scrambler Therapy

1) Di cosa si tratta?
È un sistema per il trattamento del dolore, non è invasivo ed è privo di effetti collaterali. Il dispositivo medico CALMARE MC-5A agisce
attraverso l’applicazione sulla pelle di elettrodi che erogano corrente a bassissima intensità. Il dispositivo è dotato di cinque canali, che possono essere utilizzati in numero variabile a seconda delle differenti condizioni cliniche.

2) Per quale tipo di dolore è indicato?
Trova indicazione specifica nel trattamento del dolore cronicizzato, neuropatico, cioè in quelle situazioni nelle quali il dolore non è più
solo un sintomo ma è diventato esso stesso una malattia. La Scambler Therapy agisce sul segnale dolore che viene inviato al cervello, indipendentemente dal meccanismo, dalla sede o dalla causa che l’ha provocato, gli stimoli elettrici trasmessi dalla macchina inviano informazioni di “non dolore” al cervello che quindi non percepisce più la sensazione dolorosa.

3) Come funziona?
Il dolore – analogamente ad ogni altra sensibilità – viene condotto al cervello da fibre elettriche di neuroni che lo raccolgono dalla periferia e lo portano verso il centro. Le fibre non si limitano a scaricare elettricità, ma inviano segnali elettrici strutturati carichi di informazioni, che sono come parole per il linguaggio con cui comunicano con i centri nervosi superiori.
Il messaggio dolore però diventa tale solo nel cervello, quando viene riconosciuto dalla coscienza, che decodifica i messaggi che arrivano dalla periferia. La macchina simula con ogni canale un “neurone artificiale” che invia informazioni di “non dolore”, utilizzando le stesse vie neuronali di trasmissione del dolore, ma sovrapponendosi e sostituendosi ai messaggi “dolore”. Inganna il cervello a fin di bene e gli fa pensare che vada tutto in modo regolare, bloccando così la formazione della sensazione dolorosa.

4) Dopo quanto si ottiene il risultato?
Il risultato è immediato, e deve essere così, perché in caso contrario significa che la posizione degli elettrodi non è adeguata e va cambiata. Proprio l’immediatezza del risultato consente una valutazione di ritorno al medico o al tecnico, utile per verificare la correttezza del trattamento ed è al tempo stesso importante per il paziente che ne percepisce con chiarezza l’efficacia.

5) La corrente emessa dagli elettrodi provoca dolore o fastidio?
Se gli elettrodi sono correttamente posizionati il paziente percepisce un formicolio che diventa rilassante e piacevole. Nel caso che si percepisca un fastidio – o peggio un dolore – in sede di applicazione di elettrodi significa che la loro posizione non è corretta.
Anche questo fenomeno consente un semplice meccanismo di feedback per il controllo della terapia.

6) Quanto dura il trattamento?
Ogni seduta non dovrebbe durare meno di 30 minuti, e di norma dura 45 minuti. Il trattamento per un dolore cronicizzato si ripete ogni giorno per un totale di sedute nell’arco di 15 giorni.

7) Per quanto tempo è efficace il trattamento?
Al termine della prima seduta l’effetto dolore – che può scomparire del tutto durante l’erogazione della terapia – può ripresentarsi, ma di norma in misura sempre minore ad ogni seduta successiva. Al termine del trattamento si dovrebbe ottenere un’efficacia stabile sul dolore per cui è stato effettuato.
In certe situazioni questa efficacia è totale e duratura, cioè risolutiva. In altre situazioni, specialmente se lo stimolo al dolore cronico non è eliminabile, il dolore può ripresentarsi a distanza di tempo più o meno lungo e poiché la terapia non dà assuefazione, può essere ripetuta.

8) La macchina richiede competenze particolari?
La terapia è innocua. La Scrambler Therapy deve essere effettuata solo da personale esperto nell’uso, non per ragioni di sicurezza, ma di efficacia: una modalità errata di trattamento potrebbe vanificarne l’effetto.
Ad ogni seduta successiva si rivaluta la posizione degli elettrodi e l’intensità dello stimolo, poiché l’intensità del dolore residuo e l’area di dolore variano per estensione e rappresentazione. Può accadere che gli schemi di posizionamento degli elettrodi si modifichino anche in modo radicale, nella prosecuzione delle sedute. Più elettrodi del minimo necessario non incrementano l’efficacia ed  anzi possono ridurla. Alcune sedi ichiedono
stratagemmi di posizionamento per ragioni anatomiche e neurologiche legati al distretto e alla tipologia del dolore.

9) Ci sono interferenze con farmaci o dispositivi elettrici?
Le correnti erogate hanno un’intensità talmente bassa e il loro meccanismo è tale da non dare alcuna interferenza con pace-maker, defibrillatori cardiaci o altri neurostimolatori (come quelli utilizzati per il morbo di Parkinson, o per problematiche vascolari periferiche). Gli elettrostimolatori impiantati a scopo antalgico, cioè per trattare il dolore, interferiscono riducendo o abolendo l’effetto della terapia, ma non provocano rischi.
Non esistono effetti avversi con alcuna terapia farmacologia; durante la terapia possono essere assunti tutti i farmaci necessari, con gli abituali dosaggi e modalità di somministrazione.
Solo i pazienti che assumono farmaci anticonvulsivanti potrebbero avere da questi una riduzione di efficacia del trattamento, proprio perché lo scopo di questi farmaci è di deprimere la conduzione nervosa degli impulsi.
Se tali farmaci sono prescritti per fenomeni epilettici non possono essere ovviamente interrotti, ma se sono stati prescritti per alcune sintomatologie dolorose, in particolare neuropatiche (ad es. nevralgia trigeminale, neuropatie periferiche), che sono quelle per le quali si effettua la terapia, andrebbe valutata la loro sospensione, almeno temporanea.
Per questo la terapia farmacologia deve essere valutata prima di iniziare la terapia.

10) Come si accede al trattamento?
Avendo una diagnosi compatibile con le patologie trattabili occorre sottoporsi ad una visita di terapia antalgica con personale esperto nel trattamento con Scrambler Therapy che indicherà modalità e protocollo di terapia.

Il CENTRO TERAPIA DEL DOLORE  pratica il metodo Scrambler per avere maggiori informazioni o per un appuntamento è possibile contattare al 06 36006167 oppure via mail  riccardo.rinaldi@libero.it

2015-10-23T16:36:03+00:00

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